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Emilio Chiri

emilio-chiriNasce ad Alpignano l'8 novembre del 1902 da Giuseppe e Teresa Sanmartino.
Di famiglia contadina, dopo aver frequentato le scuole elementari entra adolescente nel mondo del lavoro, trovando un impiego in fabbrica, con la qualifica di meccanico.
Iscrittosi giovanissimo alla Federazione giovanile socialista, diviene uno dei responsabili della sezione di Alpignano. Nel 1921 aderisce al neonato Partito comunista d'Italia, sorto in seguito alla scissione all'interno del Partito socialista italiano.
Nel 1922 tocca con mano la brutalità delle squadre fasciste che assaltano e devastano la Cooperativa di consumo di Alpignano. La sua attività politica prosegue anche dopo l'instaurazione della dittatura mussoliniana. Nel febbraio del 1927 subisce un primo arresto con l'accusa di propaganda antifascista. Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato lo condanna il 12 maggio 1927 alla pena di sei anni di carcere, che sconta presso i penitenziari di Lucca e Sulmona. Scarcerato nel novembre del 1932, riprende immediatamente la sua attività all'interno dell'organizzazione clandestina del partito.
Nell'aprile del 1937 viene di nuovo arrestato perché trovato in possesso di materiale propagandistico: la cosa gli costa un'ulteriore condanna a sei anni di carcere, che sconta a Fossano. La durezza della vita carceraria comincia a minare la sua salute, egli tuttavia si rifiuta di scendere a compromessi col regime e non accetta di inoltrare la domanda di grazia a Mussolini, che gli varrebbe la scarcerazione, preferendo scontare per intero la condanna. Torna in libertà nell'aprile del 1943.
Dopo l'otto settembre entra a far parte della Resistenza, unendo le funzioni di esponente del Cln di Alpignano a quelle di segretario della seconda zona del Pci per le Valli Susa e Sangone.
Il primo maggio 1945, pochi giorni dopo la Liberazione, il locale Cln lo nomina sindaco di Alpignano per i meriti acquisiti nella lotta antifascista; viene riconfermato nella carica in occasione delle elezioni amministrative del marzo 1946, diventando il primo sindaco comunista di Alpignano eletto dai cittadini. Svolge la sua attività di amministratore con grande abnegazione, impegnandosi con tutte le sue forze per consolidare le basi della democrazia appena conquistata e avendo come obiettivo primario quello di alleviare il disagio economico e sociale della popolazione.
Muore improvvisamente il 18 agosto 1948, mentre si trova al lavoro in municipio. La notizia della sua scomparsa viene accolta con grande commozione dai suoi concittadini.

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